Il muro di separazione

IL MURO DI SEPARAZIONE: Gerusalemme chiusa dal cemento

Con lo scoppio della seconda intifada, il clima di tensione causato dal terrorismo ha scaturito un’intensificazione delle misure di sicurezza per la prevenzione di attentati e per il controllo della popolazione palestinese. E’ stata costruita una barriera di separazione tra i territori occupati dai palestinesi e i territori israeliani. I blocchi di cemento alti otto metri sono uno dei volti della Gerusalemme di oggi. Passano sul Monte degli Ulivi, a non più di tre o quattro chilometri ben all’interno di quelli che sono i confini della municipalità.


Tecnicamente si chiama Jerusalem Envelop, è una barriera lunga una quarantina di chilometri solo per Gerusalemme Est, che va a innestarsi sugli altri 600 chilometri del muro di separazione. Ma proprio questo muro ha portato pesanti cadute nella popolazione palestinese: ha diviso famiglie, separato villaggi dalle scuole e dagli ospedali, diviso i coltivatori dai loro campi e la gente dalla parrocchia.
Molti giovani sono impossibilitati a frequentare l’università, e la disoccupazione infligge uno stato di povertà crescente con conseguenti disagi familiari. Il risultato? Prezzi delle case alle stelle e zone arabe già sovrappopolate che sono diventate ancora più invivibili.


IL MURO È ORMAI PRESSOCHÉ ULTIMATO. LA FERITA PIÙ PROFONDA È STATA INFERTA NELLA DIVISIONE DI DUE GRANDI LUOGHI SANTI AL MONDO PER TUTTE LE FEDI RELIGIOSE: LA SEPARAZIONE TRA GERUSALEMME E BETLEMME.